la libertà non ha appartenenza, è conoscenza, è rispetto per gli altri e per sé

"Chi riceve di più, riceve per conto di altri; non è né più grande, né migliore di un altro: ha solo maggiori responsabilità. Deve servire di più. Vivere per servire"
(Hélder Câmara - Arcivescovo della Chiesa cattolica)

domenica 29 dicembre 2013

Nichi Vendola, cade la maschera

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Dom. 29.12.2013 - Video tratto dal sito de "il Fatto Quotidiano" (15.11.2013).
---Fa impressione il tono servile nei confronti del potere economico, da parte di un uomo politico che pretendeva di essere una voce di libertà. Meglio pochi minuti di telefonata che una biografia intera. E siamo all'interno della tragedia dell'ILVA di Taranto, con assolutamente nulla di cui ridere, e semmai non certo con chi di quella tragedia risulterebbe parte attiva e arrogante.

---A questo link, de "il Fatto Quotidiano" (15.11.2013), la registrazione integrale, senza interruzioni, con l'esatta successione delle frasi.

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domenica 25 agosto 2013

I saggi della Costituzione - Lettera a Nadia Urbinati


25.08.2013 - Dal sito de "il Fatto Quotidiano", uno scritto di Pierfranco Pellizzetti (24.08.2013).

Cara Nadia, l’ultima volta che ti ho sentita è stata la sera del 5 giugno scorso. Il giorno dopo dovevamo discutere insieme nel Palazzo Ducale di Genova il mio ultimo libretto, quando mi arrivò per telefono la tua voce concitata annunciandomi il forfait: «mi ha telefonato or ora Enrico Letta. Devo andare domani a Roma. Faccio parte della commissione per le Riforme Istituzionali. Scusami…». Ti risposi con un laconico «come ti pare» sentendoti tutta eccitata dall’imminente permanenza nelle stanze dorate del Palazzo. Anche se per un compito già in partenza esecrabile, quale quello di mettere mano alla Carta costituzionale (in un contesto dominato da retropensieri e obiettivi che una politologa scafata non poteva non percepire come altamente sovversivi).

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Comunione e liberazione, la dura vita sotto Papa Francesco


25.08.2013 - Dal sito de "il Fatto Quotidiano", uno scritto di Marco Politi (23.08.2013).

Nell’estate dello spappolamento istituzionale dell’Italia, il Meeting di Cl celebra lo stanco rituale della sua parata di Vip. Sempre dalla parte dei potenti, sempre applaudendo i signori del vapore, gli epigoni di don Giussani non si accorgono che il clima, nella Chiesa cattolica, è radicalmente cambiato e che il loro festival, tradizionalmente omogeneizzatore di interessi politici, economici e religiosi, si sta inesorabilmente allontanando dal binario, su cui papa Francesco sta collocando il cattolicesimo contemporaneo.

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giovedì 15 agosto 2013

Berlusconi, storia dell’evasore-corruttore da Craxi a Mills


Gio. 15.08.2013 - Dal sito de "il Fatto Quotidiano", uno scritto di Marco Travaglio (08.08.2013), preziosa memoria storica, nella nostra società incline a ricordare solo quanto accaduto il giorno prima, e non oltre.

Secondo Angelo Panebianco, editorialista del Corriere (e non solo lui), la condanna definitiva di B. per frode fiscale non dipende dal fatto che B. è un frodatore fiscale, ma dallo “squilibrio di potenza fra magistrati e politica”. Perché in Italia la politica sarebbe “un potere debole e diviso” che non riesce a riformare il “potere molto più forte e unito” della magistratura. Solo separando le carriere, abolendo l’azione penale obbligatoria, trasformando il pm in “avvocato dell’accusa”, spogliando il Csm, cambiando la scuola e il reclutamento delle toghe e rimpolpando i poteri del governo nella Costituzione si eviteranno sentenze come quella del 1° agosto. Forse Panebianco non sa che in tutte le democrazie del mondo, anche quelle che hanno da sempre nel loro ordinamento le riforme da lui auspicate, capita di continuo che uomini politici vengano condannati se frodano il fisco, con l’aggiunta che vengono pure arrestati e, un attimo prima, cacciati dalla vita politica. Ma soprattutto il nostro esperto di nonsisachè ignora la carriera criminale di B., che froda il fisco da quando aveva i calzoni corti. E se non fu scoperto all’epoca è perché con i fondi neri corrompeva politici, Guardia di Finanza e giudici che avrebbero potuto scoperchiare le sue frodi fin dagli anni 70. Chi conosce il curriculum del neo-pregiudicato non si stupisce per la condanna dell’altro giorno, ma per il fatto che un tale delinquente matricolato sia rimasto a piede libero fino a oggi.

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La Costituzione rigida e gli ‘scippatori della democrazia’


Gio. 15.08.2013 - Dal sito de "il Fatto Quotidiano", uno scritto di Marco Emilio De Rossi (07.08.2013), i cui contenuti condivido integralmente; e mi stupisco di aver sentito solo da lui evocato, per ora (e forse per mia distrazione), un concetto basilare come quello della rigidità della nostra Carta costituzionale, associato al colpo di mano che, lor signori, stanno tentando sull'art. 138 della stessa Carta.

Nel lontano 1803 la Corte Suprema americana, presieduta dal giudice John Marshall,  nella celeberrima sentenza della causa “Marbury vs Madison” stabilì che “O la Costituzione è una legge superiore prevalente, non modificabile con gli strumenti ordinari, oppure è posta sullo stesso livello della legislazione ordinaria e, come le altre leggi, è alterabile quando il legislatore ha piacere di alterarle [...]“, con la logica conseguenza che, nel secondo caso, le Costituzioni scritte sarebbero state solo  ”[...] un tentativo assurdo, da parte del popolo, di limitare un potere per sua stessa natura illimitabile”. Tale dottrina consacrava il principio della cd. “rigidità” delle Costituzioni, e proprio ad essa si ispirò l’Assemblea che nel 1946-48 elaborò la nostra Carta fondamentale.
I padri e le madri costituenti, infatti, reduci della tragica esperienza fascista, ben conoscevano i rischi corsi da una Costituzione “flessibile“, come lo Statuto Albertino: era stato proprio per l’insufficiente protezione dello Statuto del 1848 che Mussolini aveva potuto facilmente e rapidamente sopprimere le libertà fondamentali dei cittadini, imprigionando l’Italia in una brutale dittatura. Per evitare che ciò accadesse nuovamente, la Costituente stabilì un processo di revisione costituzionale rafforzato, che garantisse ai posteri delle modifiche costituzionali adeguatamente ponderate e discusse dai loro rappresentanti: così nacque l’articolo 138 (che prevede un iter, comunque, molto più agile rispetto a quello previsto in altri paesi europei).

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mercoledì 31 luglio 2013

Assalto alla Carta costituzionale, l'ultima infamia


Mer. 31.07.2013 - Dal sito de "il Fatto Quotidiano", uno scritto di Paolo Flores D'Arcais (30.07.2013).

L’Italia è ormai in macerie: economiche, culturali, morali. La povertà delle famiglie è diventata una piaga di massa, mentre i più ricchi diventano più straricchi e più evasori, e il bottino all’estero è ormai dismisura. I monumenti che tutto il mondo ci invidia vengono lasciati cadere a pezzi (con gli immaginabili vantaggi per il turismo), la scuola è trattata peggio di Cenerentola (con gli immaginabili vantaggi per l’innovazione e l’economia), ma boss e gregari della partitocrazia non mollano neppure un euro delle loro prebende di Casta.
Mafie e altre criminalità spadroneggiano ormai ovunque, dalla Valle d’Aosta alla Calabria, mentre il dittatore kazako colonizza il ministero degli Interni.
L’informazione conosce un tasso di servilismo (e relativa disinformacija) che renderebbe raggiante anche Putin. Si finisce in galera (fatiscente) per il furto di qualche mela, e in parlamento per il furto di qualche milione. 

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martedì 28 maggio 2013

I valori della Sinistra senza rappresentanza politica


Mar. 28.05.2013 - Dal sito de "il Fatto Quotidiano", di Lorenzo Fazio (27.05.2013).

Adesso ho capito, quelle 6000 persone che erano a Genova e le molte altre che da lontano hanno salutato per l’ultima volta Don Gallo non c’entrano nulla col Pd. Ecco il dramma della sinistra in Italia. Un patrimonio umano, ideale, politico immenso e ricchissimo che una volta trovava espressione nel Pci di Enrico Berlinguer, ora è rimasto solo, senza che nessun partito riesca veramente a rappresentarlo. Il presidente della Regione Burlando era presente ma non ha parlato,nessuno del partito ha detto qualcosa, quella società, quelle persone che hanno un’anima, un sentimento, dei valori in cui credono e che si chiamano giustizia sociale, verità, onestà, libertà sembrano lontani dalla cultura politica del Pd, anzi la cosidetta società civile fa paura, è pericolosa, a D’Alema addirittura “fa orrore”.

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domenica 28 aprile 2013

“Banca del Vaticano e giudici corrotti nelle mani di Cosa Nostra”


Dom. 28.04.2013 - Dal sito di "Antimafia 2000".
Intervista esclusiva al pentito Gaspare Mutolo
di Giorgio Bongiovanni - 26 aprile 2013
Non è la prima volta che nel corso del mio lavoro di cronista giudiziario mi trovo faccia a faccia con alcuni collaboratori di giustizia, i cosiddetti pentiti. Personaggi che hanno fatto la storia della mafia e scritto tra le più buie pagine della storia d'Italia. Un'esperienza che mi ha permesso di capire profondamente quel che rappresenta Cosa Nostra per il nostro Paese, e quale ruolo ha avuto, da Portella della Ginestra ad oggi, nel definire anche gli equilibri politici ed economici. Alcuni collaboratori di giustizia sono diventati pentiti per convenienza, solo dopo aver firmato un contratto con lo Stato Italiano (un fatto che comunque condivido in quanto i collaboratori di giustizia ci hanno permesso di far luce sui misfatti compiuti da Cosa Nostra e da chi era colluso con la criminalità organizzata), altri si sono pentiti veramente nel senso umano-laico, ed altri ancora nel senso umano-spirituale. La sensazione che ho avuto incontrando Gaspare Mutolo, ex mafioso del mandamento di Partanna-Mondello, che gestiva parte del grande narcotraffico ed era sicario per i suoi capi, Saro Riccobono, ma soprattutto il “capo dei capi” Totò Riina, è stata quella di essere di fronte ad un collaboratore di giustizia che si è pentito veramente. Un collaboratore di giustizia che ha raccontato e ancora oggi sta raccontando tutto quello che ha fatto o che ha avuto modo di conoscere all'interno della più feroce organizzazione criminale: Cosa Nostra. E' stato forse l'ultimo pentito ad incontrare Paolo Borsellino e che, anche in seguito alla morte del giudice, ha rilasciato importanti rivelazioni sui rappresentanti delle istituzioni collusi con Cosa Nostra, dal giudice Signorino al numero 3 dei servizi segreti in Sicilia, Bruno Contrada, dall'on. Salvo Lima al sette volte Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, e tanti altri. Dal nostro incontro sono emerse novità agghiaccianti ed inquietanti che se riscontrate potrebbero aprire anche nuovi scenari investigativi.

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sabato 6 aprile 2013

Emma Bonino - Presidenza della Repubblica - Qualche riflessione in più


Sab. 06.04.2013 - Dal sito di "Megachip", un articolo di Marco Travaglio, pubblicato su "il Fatto Quotidiano" (06.04.2013).

Molti italiani vorrebbero Emma Bonino al Quirinale. Perché è donna, perché è competente, perché è onesta e mai sfiorata da scandali, perché ha condotto battaglie spesso solitarie per i diritti civili e umani e politici in tutto il mondo, forse anche perché è sopravvissuta a Pannella e perfino a Capezzone. Insomma, un sacco di ottimi motivi, tutti veri e condivisibili. Ma della sua biografia, in questo paese dalla memoria corta, sfuggono alcuni passaggi politici che potrebbero indurre qualcuno, magari troppo giovane o troppo vecchio per ricordarli, a cambiare idea e a ripiegare su candidati più vicini al proprio modo di pensare. A costo di essere equivocati, come ormai accade sempre più spesso, complice il frullatore del web, li ricordiamo qui per completezza dell’informazione, convinti come siamo che di tutti i candidati alle cariche pubbliche si debba sapere tutto. “Conoscere per deliberare”, diceva Luigi Einaudi, cuneese come lei.

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mercoledì 6 marzo 2013

Poco prima della rivoluzione - Dario Fo

Dal Blog di Beppe Grillo (06.03.2013)


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martedì 26 febbraio 2013

La forza delle parole che liberano



Mar. 26.02.2013 - Dal Blog di Beppe Grillo, uno scritto di Ida Magli (24.02.2013).

Tutti i giornali sono d’accordo: Grillo ha riempito con i suoi ragazzi la fatidica Piazza San Giovanni. Sono giovani, sono inesperti, sono entusiasti: si torna a vivere. E’ questa l’umanità che ha fatto la storia: quella che si è lanciata nella vita ingenuamente, forte soltanto del proprio entusiasmo, della sicurezza che essere uomini significhi sognare, sperare, amare, godere, gioire, e credere di riuscirci lavorando strenuamente per realizzare il sogno.

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